Cartellopoli e PRIP

Dopo l'approvazione del PRIP (Piano Regolatore Impianti Pubblicitari - Delibera n. 35 del 30 Aprile 2014), qualcosa si inizia a muovere nel giusto verso nella incredibile vicenda della Cartellopoli romana.
Tuttavia, proprio per non sprecare una preziosa occasione fornita alla città dal nuovo Piano Regolatore, riportiamo di seguito alcune proposte migliorative che si ritengono essenziali ma che, purtroppo, non sono esplicitate nella delibera n. 35:
 
  • Rimozione TOTALE di tutti gli impianti pubblicitari attualmente installati
  • Definizione di uno standard unico e di pregio per tutta la città, relativamente a cartelloni pubblicitari ed affini
  • Arredo urbano finanziato e pagato per mezzo di spazi pubblicitari integrati
  • Destinazione obbligatoria del 10% della superficie di affissione, per un mese l'anno, a campagne di pubblica utilità
  • Abolizione delle plance elettorali e delle extra superfici pubblicitarie durante le campagne elettorali
  • Definizione di Linee Guida per i Municipi, per la realizzazione di bandi gestione servizi pubblici mediante pubblicità
 
Rimozione TOTALE di tutti gli impianti pubblicitari attualmente installati
Sembra cosa scontata, ma non è scritto da nessuna parte! Rimuovere tutti gli impianti pubblicitari esistenti, dai parapedonali ai cartelloni di tutti i formati, dagli orologi alle paline pubblicitarie, è il punto di ripartenza essenziale per ricucire quella ferita aperta da oltre 30 anni in tutta la città. Tale intervento, per quanto riguarda gli impianti abusivi (che sono ben di più dei 5.000 circa già messi al bando dalla Delibera 425/2003), andrà fatto ovviamente a spese delle Ditte che ne sono proprietarie; mentre i rimanenti impianti autorizzati, andranno rimossi a spese delle Ditte che si aggiudicheranno le diverse porzioni di territorio su cui detti impianti insistono.
 
 
Definizione di uno standard unico e di pregio per tutta la città, relativamente a cartelloni pubblicitari ed affini
Una volta rimossi gli esistenti, tutte le Ditte che si aggiudicheranno l'appalto, dovranno procedere con l'installazione dei nuovi cartelloni, installando esclusivamente impianti il cui design sarà conseguente ad una gara d'appalto indetta appositamente da Roma Capitale.
Da tale Gara d'Appalto dovranno uscire degli standard definitivi che diventeranno un segno distintivo della città per i prossimi decenni. Si dovranno preferire materiali di pregio e duraturi come la ghisa dei lampioni e dei nasoni, per le aree in zona B1; mentre nelle aree in zona B2 e B3 potranno avere materiali di minor costo come l'acciaio nero verniciato e vetro temprato, ma dal design moderno e riconoscibile come identificativo di Roma. Il progetto di tali impianti, dovrà poi essere fornito alle Ditte Aggiudicatarie, che saranno poi libere di farli realizzare a qualsiasi fonderia.
 
 
Arredo urbano finanziato e pagato per mezzo di spazi pubblicitari integrati
Oltre ai canonici impianti pubblicitari rappresentati dai cartelloni, dovranno prevedersi superfici pubblicitarie anche in elementi di arredo urbano come: pensiline e paline di attesa dei bus, punti di informazione turistica, mappe stradali, ecc. I proventi di tali superfici pubblicitarie, dovranno servire proprio a finanziare gli acquisti e la manutenzione dei nuovi arredi, i quali dovranno essere dotati di alimentazione elettrica fotovoltaica e servizi come Wi-Fi e prese USB nel caso delle pensiline dei bus.
 
 
Abolizione delle plance elettorali e delle extra superfici pubblicitarie durante le campagne elettorali
Nell'era di internet e dei tagli dei costi della politica, non ha più senso invadere la città con plance elettorali installate forando rozzamente i marciapiedi con tubi Innocenti a sostegno di lamiere arrugginite. I partiti e/o i politici che volessero farsi pubblicità elettorale, possono benissimo rivolgersi alle ordinarie strutture installate nelle vie della città. Non è più possibile accettare manifesti appiccicati l'uno sopra all'altro per svariati cm di carta che rimane, spesso anche abusivamente, per mesi dopo lo svolgimento delle elezioni, creando ulteriore degrado e offesa alla democrazia.
 
 
Definizione di Linee Guida per i Municipi, per la realizzazione di bandi gestione servizi pubblici mediante pubblicità
Data l'odierna tendenza da parte dei singoli Municipi ad indirizzarsi verso questo tipo di finanziamento per fornire Servizi Pubblici, è indispensabile che il Campidoglio definisca delle Linee Guida nelle quali vengano definite le massime superfici ammissibili per la micro-pubblicità (vedi aiuole delle rotonde e simili) e il design che questa deve avere, per poter essere accettata. Non è ammissibile che in alcuni Municipi ad esempio dei vivai curino egregiamente il verde di alcune aiuole ed in altri, a parità di spazi pubblicitari, altri vivai mettano a dimora appena due cespugli scarni ed un paio di sassi.

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