Tutela del Lago Ex-Snia

Verde per

assorbire inquinanti (metalli e polveri sottili da combustione), Anidride carbonica.

Ridurre l'effetto "Isola di calore" e ridurre il consumo dei condizionatori

Abbattimento acustico

Elevare il valore immobiliare delle abitazioni

Incentivare il turismo

preservare gli ecosistemi naturali presenti, possibilmente proteggendoli e con la riattivazione di un ente come Roma Natura che ne curi percorsi didattici-naturalistici, favorendo lo sviluppo culturale della città. Roma è il comune con maggiore copertura verde in rapporto alla superficie, in tutta Europa, eppure gran parte delle aree verdi sono in stato di abbandono e non fruibili. Quindi è doveroso aumentare la fruibilità delle aree, a partire da grandi vuoti urbani, aree come il Parco Archeologico di Centocelle, l’ex SNIA, l’area di Villa de Sanctis e via Teano, Villa Floridi e altre come l’Insugherata, il Pineto, la Valle dell’Aniene (all’altezza della stazione Val d’Ala) che sono già di competenza di Roma Natura ma in buona parte trascurate e utilizzate come rifugio da nomadi e senza tetto. Queste zone possono diventare invece punti di aggregazione e collegamento pedonale tra quartieri al momento separati. Aree cani, biblioteche e aule studio, tavole didattiche con informazioni sulla fauna e la flora locali o sulla geografia del luogo. Qualcosa di simile si sta realizzando attualmente nel Parco dell’Appia Antica che ha felicemente inglobato non solo la Caffarella ma il Parco di Tor Fiscale e il Parco degli Acquedotti. La continuità del verde con il collegamento ciclopedonale dei parchi migliora la vivibilità, la fruibilità e elimina gli ostacoli per lo sviluppo e gli spostamenti delle specie, libere di muoversi lungo i corridoi della biodiversità. Laddove possibile realizzare aree verdi e parchi alberati in tutte le distese che al momento non ne sono fornite. Ogni qualvolta un cantiere per esigenze di cantiere (come abbiamo visto con la vicenda della metro C a via Sannio) degli alberi devono essere rimossi, è opportuno ripiantarne in rapporto 2:1 a cantiere ultimato, anche con la realizzazione di piccoli giardini di accesso alle stazioni e agli edifici in costruzione. Gli alberi sono utili anche lungo viali e a ridosso delle abitazioni dove l’effetto della mitigazione locale del clima è amplificato. Ottima soluzione per l’assorbimento delle vibrazioni prodotte da tram e autobus delimitare le corsie preferenziali con siepi continue: particolarmente consigliate le specie Laurus nobilis e Pittosporum tobira. Siepi e alberi sono importanti in tutte le strade ad alto scorrimento e più trafficate spesso incassate tra palazzi: i livelli di inquinamento maggiori si riscontrano su queste vie e non su quelle in contesti più aperti, come la tangenziale o il raccordo anulare, che non sono incastrate tra palazzi.

Altra tematica centrale nel dibattito naturalistico odierno è stato anche argomento della mia tesi triennale: le specie invasive. La letteratura scientifica pullula ormai di studi su questo tema, centrale per la città, in quanto essa è simbolo di un ecosistema alterato e incline a perdere la sua identità. Si consiglia l’utilizzo di specie autoctone o riconosciute come non invasive, evitando “monocolture urbane” come si vede ad esempio in molte zone di Roma dove sono piantati rigorosamente solo lecci o (peggio) pini domestici (questi ultimi non sono nemmeno una specie locale). Inoltre due piante arboree che continuano ad essere utilizzate nel comune di Roma e che sono altamente dannose per la biodiversità sono la Robinia pseudoacacia e l’Ailanthus altissima. Se ne consiglia l’immediata rimozione laddove queste crescano spontanee, in particolare a ridosso delle mura aureliane dove l’ailanto sta causando molti danni strutturali. Si consiglia altrettanto di far ricadere la scelta delle specie ornamentali su altre meno inclini alla rapida diffusione o meglio ancora nostrane. Mi riferisco a entità che popolavano i boschi dei nostri colli fin da prima dell’avvento dei romani. Quercus ilex, Quercus robur, Quercus pubescens, Populus spp., Ilex aquifolium, Laurus nobilis, Fraxinus spp. e molte altre.

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